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di Paola Pavese

domenica 1 febbraio 2009

Piazza Vittorio: la squadra di cricket.Sport e intercultura



Etichette: Crescendo, Roma

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DIARIO FOTOGRAFICO

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CRICKET A PIAZZA VITTORIO

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CONTATTO: tra tristezza e speranza

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fotografia contatto e riconciliazione

Ho dovuto pensare a lungo, guardando e riguardando le mie foto, scattandone di nuove ed elaborandole - distorcendone i colori, tagliandone le inquadrature. Le ho guardate e ho lavorato su di loro per mesi, per qualche anno. Lavoravo, ma non capivo cosa stessi tentando di fare. Era qualcosa di naturale e di indecifrabile.
Poi, tra i miei i pensieri si è fatta strada una parola: riconciliazione. Allora ho capito: scattando le foto, lavorandoci sopra, tento una riconciliazione, tra i miei ricordi e ciò che vedo, tra me e il mondo. Un contatto e una riconciliazione.
Fotografo spesso il mio quartiere. Un quartiere dove faccio fatica ad abitare. Un quartiere bellino e selvaggio, come solo la borghesia può generare. Dove i gesti più arroganti vengono compiuti da signore ben vestite e con il sorriso sulle labbra. Sono arroganti e leggere, ma anche inquiete, come ogni altro essere umano. La natura e gli oggetti prodotti da questa umanità, in queste strade, è difficile che risplendano di una luce diretta, di parole chiare. Eppure, guardandoli con attenzione rivelano la loro bellezza. La bellezza che sempre si nasconde nella regolarità della cura umana e nella armonia indecifrabile della natura. In questo quartiere sottilmente violento, in questa città stanca, in questo tempo statico e improvvisamente sorpreso da soprassalti di speranza, da visioni di mutamento, io devo viverci. E' qui, è adesso che vivo, non c'è altra possibilità. La vita poi se ne va. E allora devo travare un contatto, un contattto e una riconciliazione.
A volte cerco di creare scene che non ho visto - contrasti accesi, luci che accecano, riflessi infuocati come ho immaginato che esistessero quando guardavo il mondo schiarirsi e delinearsi nitido e perfetto nell'autunno della baia di San Francisco.
Ma i miei ricordi coscienti non sono che un ingrediente in quella miscela di nostalgia, solitudine, di entusiasmo, di timore che ho dentro, eredità delle molte vite che hanno preceduto la mia.
Il presente è la luce dell'oggi che colpisce la lente deformata dalla cura e dal dolore di un passato che per sempre ci accompagna, di un passato che non passa, dentro la nostra vita e dentro la vita di tutti coloro che ci circondano.
E così le mie foto cercano uno spazio tra le pieghe del tempo per toccare e riconciliare ciò che vedo con ciò che esiste, puro ed onesto, in ogni oggetto, in ogni stelo d'erba, in ogni individuo, in ogni istante.

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SU DI ME

Ho lavorato per anni nella cooperazione sociale, poi un giorno non ne ho potuto più e in modo poco elegante ma veloce ed efficace ho lasciato il posto di lavoro e lo stipendio. Ora scrivo sui siti Il blog di Paola Pavese, Murakami, per me ed altri ancora, curo gli eventi culturali del Gruppo Status e mi dedico allo studio dell'arte e della cultura africana insieme al professor Martin Nkafu. Tutto questo non è ancora un lavoro, ma spero che presto lo diventerà.Sul versante politico collaboro con l'associazione Dhuumcatu, animata dalla comunità bangladese di Roma e molto attiva nel rivendicare i diritti degli immigrati.Ho capito di essere un talento inceppato molto tempo fa, ma solo recentemente, quando mia sorella mi ha regalato un blog tutto mio, ho messo fine al mio esilio.


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